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INDEX G

Piergiorgio Casotti / Emanuele Brutti
a cura di Fiorenza Pinna

dal 12.10 al 4.11.18




Discontinuità tra sistemi spaziali umani adiacenti.
di Fiorenza Pinna

INDEX G di Piergiorgio Casotti e Emanuele Brutti affronta la discontinuità tra sistemi spaziali adiacenti nella città di St. Louis. L’Indice Gini è una misura statistica di disuguaglianza, utilizzata anche per misurare la segregazione residenziale. St. Louis, la cui struttura urbana mostra chiaramente le linee di separazione spaziale e razziale esistenti, è una delle città con più alti livelli di segregazione degli Stati Uniti. A St. Louis, infatti, i codici postali sono importanti. A nord di Delmar blvd, 95% nero, l’aspettativa di vita è di 67 anni. A pochi passi, a poche centinaia di metri a sud di Delmar blvd, 70% bianco, una persona ha un’aspettativa di vita di 82 anni.
Index G è un lavoro complesso che mette insieme generi differenti di narrazione di finzione e tecniche documentarie d’inchiesta e d’analisi. La ricerca comprende foto di paesaggio urbano a colori, interni e ritratti in bianco e nero, e un lungo testo scritto in forma di sceneggiatura, che si pone quasi come negativo testuale di immagini possibili, che si stratificano e affiancano alle foto nel dipanarsi del senso lavoro. È sulla percezione sottile del fallimento – umano – che questo lavoro si concentra. Silenzio, incertezza, assenza sono le parole che guidano la ricerca.
Index G nasce dall’incontro, a tratti conflittuale, di due spazi vuoti che risuonano di diverse connotazioni. Le immagini a colori e in bianco e nero rivelano la tensione tra due mondi che fluiscono in un insieme parallelo. L’esterno e l’interno. La superficie visibile e ciò che è invisibile per la maggior parte di noi. Un limbo pieno di tensioni e dubbi.
Il colore è un paesaggio attraversato, una fotografia che si fa quasi anonima. Lo spazio esterno della strada, svuotato dal caos dell’azione, ricco di tutti i segni tipici del paesaggio americano, porta in sé la promessa del sogno del benessere e del consumo e il suo contrario. Lunghi viali percorribili solo in un senso dividono in maniera invalicabile i bianchi dai neri, linee impermeabili e dissonanti che segnano la geografia della città negando l’esperienza del corpo e dell’incontro. Lo spazio nero degli interni vuoti e dei ritratti stabilisce un’assenza assonante ma differente, dove è Il volume del nero ad imporsi sul bianco creando uno spostamento di senso anche linguistico.
Uno sbilanciamento narrativo e percettivo spinge il lettore verso una sensazione di stranezza e anomalia. Come in un dialogo visivo tra R. Carver ed E. Hopper, INDEX G si svolge come un’opera teatrale del silenzio, fatta di assenza di personaggi e delle loro storie, in cui le storie viste e raccontate rimangono non dette e sospese nel tempo, in quel momento specifico di incertezza in bilico tra qualcosa di inafferrabile appena accaduto, le cui conseguenze siamo solo in grado di percepire, e la sensazione eccitante che qualcosa accadrà presto.

PIERGIORGIO CASOTTI

Nato a Reggio Emilia, il 04/12/1972, fotografo e regista.
Laureato in Economia all’università di Parma, nel 2005 persegue il suo interesse per le arti visive frequentando alcuni workshop di fotografia al Pratt Institute di NY e masterclass con Gerd Ludwig, Christopher Anderson e Alex Majoli. Da sempre attratto dalle dinamiche della società umana usa la fotografia come mezzo per esplorare il mondo e se stesso allo stesso tempo. I suoi lavori cercano di affrontare realtà, luoghi e minoranze utilizzando un linguaggio e una narrazione non convenzionale, intima, impulsiva, empatica. Dal 2011 ha integrato questa ricerca attaverso l’uso di nuovi mezzi, pricipalmente il video, realizzando due cortometraggi e due documentari vincitori, tra gli altri, del Genova Film Festival 2014 e del Premio “Corso Salani” 2013.
INDEX G è il suo terzo libro dopo “WHERE DOES THE WHITE GO” del 2016 e “Sometimes I cannot smile” del 2013.

EMANUELE BRUTTI

Nato a Verona nel 1984, fotografo.
Sono cresciuto in un piccolo paese alle porte di Verona dove i giorni si susseguono uguali uno dopo l’altro. Forse proprio per questo sono sempre stato interessato a viaggiare e conoscere persone; ho viaggiato in Italia e in Europa cercando di scoprire il mio posto nel mondo. Il mio interesse nella fotografia è nato quasi accidentalmente nel 2012 ma ben presto la fotocamera è diventata uno strumento investigativo molto potente perché va prima delle parole, prima dell’intenzione, è potenzialmente in grado di rivelare qualcosa di nascosto dal soggetto e dal fotografo. Come fotografo sono particolarmente interessato a lavorare su progetti a lungo termine incentrati sulla relazione tra problemi sociali, persone e ambiente.